Cenadi (CZ) · sabato 29 Agosto 2026
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Cenadi

Cenadi, il PNRR non è una parola magica: progetti, tecnici, cantieri e documenti che non sempre si incastrano con la propaganda.



Inchiesta: Il Fallimento amministrativo nei numeri.

(Articolo precedente ) Devo partire da una correzione. Nell’articolo sul cantiere di Via Provinciale – Parcheggio – avevo indicato il 30 giugno 2026 come scadenza collegata al PNRR. Era sbagliato. L’intervento rientra nelle “Medie opere” della legge 145/2018: era confluito nel PNRR, poi ne è stato stralciato, mantenendo il finanziamento nazionale. Il termine oggi previsto è il 30 settembre 2026. Quando si controllano gli atti degli altri, bisogna avere la stessa serietà nel correggere i propri errori. Quell’errore, però, mi è servito. Mi ha costretto a smettere di guardare un solo cantiere e a ricostruire finanziamenti, progetti, incarichi, liquidazioni e rendiconti degli ultimi anni. Ho censito 23 progetti. Non significa 23 finanziamenti autonomi: alcune sono opere, altre servizi digitali, altre ancora somme che non sono riuscito a collegare con certezza a una catena amministrativa completa. La prima cosa che salta agli occhi è questa: chiamare tutto “PNRR” è sbagliato. A Cenadi convivono progetti ancora PNRR, opere entrate nel Piano e poi stralciate, finanziamenti statali che PNRR non sono mai stati e voci ancora da chiarire. Il PNRR vero e proprio, tra ciò che ho ricostruito, pesa per circa 384 mila euro: oltre 212 mila per digitalizzazione, 21 mila per il percorso sportivo e 150 mila per la mensa scolastica. Se nell’unico comizio della campagna elettorale il PNRR venne presentato come la grande occasione per “rigenerare Cenadi”, il confronto tra promessa e risultato è impietoso: appena 171 mila euro circa sono riconducibili a interventi materiali.

Via Provinciale – Parcheggio

L’opera economicamente più grande è Via Provinciale-parcheggio, che sfiora il milione di euro ma oggi non è più PNRR. Alla GIEMME Engineering risultano affidate progettazione, sicurezza, direzione lavori, contabilità e altre prestazioni per un impegno complessivo di 121.170,40 euro; al geologo Massimiliano Lettieri 23.755,23 euro, con una prima liquidazione documentata di 10.400 euro. I lavori sono affidati all’ATI ROGU Costruzioni–EDIL FAST, per un contratto intorno ai 577 mila euro. A maggio 2026, negli atti trovati, compare ancora il primo SAL. Non significa che il finanziamento sarà perso, ma significa che a fine agosto, con scadenza al 30 settembre, quest’opera va guardata con la lente d’ingrandimento.

Mensa scolastica – Sport – Illuminazione Publica


Qui bisogna però distinguere, perché mettere tutto nello stesso calderone del PNRR finirebbe per attribuire all’amministrazione meriti che, in alcuni casi, ci sono e in altri molto meno. La mensa scolastica da 150 mila euro è un vero progetto PNRR ed è uno degli interventi che possono essere effettivamente ricondotti all’attuale amministrazione: il Comune presentò la candidatura nel settembre 2024 per riconvertire alcuni spazi inutilizzati della scuola dell’infanzia di Via Provinciale e il progetto venne ammesso al finanziamento. La progettazione esecutiva e la direzione lavori sono state affidate all’architetta Francesca Savari, con 6.240 euro complessivamente impegnati, mentre i lavori sono stati aggiudicati alla EDIL VA.TO. Costruzioni S.r.l. Nel 2026 risultano almeno due stati di avanzamento. Quindi qui il progetto non è rimasto sulla carta: il finanziamento è stato ottenuto e i lavori sono partiti. Ma, negli atti che ho ricostruito, continuano a mancare stato finale, ultimazione e certificato di regolare esecuzione o collaudo, e per questo non posso ancora scrivere semplicemente “opera conclusa”
Diverso è il percorso sportivo da 21 mila euro. Anche questo è PNRR vero, nell’ambito di “Sport e inclusione sociale”, e l’intervento risulta realizzato: Freetness Italia ha fornito e installato le attrezzature e risultano documentati 19.683,85 euro. Ma anche qui le parole contano. Non siamo davanti a un progetto ideato da Cenadi e poi premiato in una competizione tra Comuni: la misura nazionale era stata predisposta per creare parchi e percorsi sportivi nei piccoli Comuni del Mezzogiorno e i siti venivano individuati attraverso Sport e Salute, in raccordo con le Regioni. All’amministrazione può quindi essere riconosciuto di aver portato a compimento l’intervento; trasformarlo però nella prova di una straordinaria capacità di “intercettare fondi” sarebbe raccontare una storia diversa da quella degli atti.
Ancora diversa è la pubblica illuminazione. I due interventi da 50 mila euro ciascuno, annualità 2023 e 2024, non sono finanziamenti conquistati attraverso un bando: derivano dalle “Piccole opere” della legge 160/2019, che assegnava ai Comuni sotto i cinquemila abitanti contributi annuali proprio di 50 mila euro. Quelle risorse furono successivamente inglobate nel PNRR e poi nuovamente stralciate, restando finanziate con fondi nazionali. Entrambi gli interventi risultano conclusi. Nel 2023 progettazione e direzione lavori furono affidate all’ingegnera Elisabetta Catanzariti, alla quale risultano liquidati 6.266,88 euro, con lavori eseguiti dalla Soverino Impianti. Per il 2024, invece, la progettazione fu svolta direttamente dall’Ufficio Tecnico comunale e lo stato finale risulta approvato nel giugno 2025. Sono opere realizzate, dunque, e questo va riconosciuto. Ma anche qui bisogna chiamare le cose con il loro nome: una cosa è amministrare correttamente un contributo che lo Stato assegna al Comune in base alla popolazione; altra cosa è ideare un progetto, partecipare a un bando, superare una selezione e ottenere un finanziamento. Se vogliamo misurare seriamente la capacità amministrativa, queste differenze non sono dettagli.

Piazza Fontana – Cimitero

Non sono PNRR neppure l’intervento al cimitero comunale da 84.168,33 euro e quello per Piazza Fontana e i vichi limitrofi da 83.790,52 euro. Entrambi risultano conclusi, ma anche qui bisogna distinguere bene origine del finanziamento, scelta politica e capacità amministrativa. L’intervento al cimitero rientra nei contributi statali previsti dall’art. 30, comma 14-bis, del decreto-legge 34/2019 per i piccoli Comuni: non nasce quindi da una misura PNRR e non può essere presentato come tale. I lavori risultano affidati alla Costruzioni Fristachi Salvatore, con incarico tecnico all’architetto Gabriele Chiodo, e dagli atti che ho ricostruito emergono anche gli atti finali e il certificato di regolare esecuzione. In questo caso, dunque, il finanziamento è stato utilizzato e l’opera portata a conclusione.
Più interessante, dal punto di vista politico, è Piazza Fontana. Anche questo intervento, da 83.790,52 euro, deriva da un contributo statale destinato ai Comuni con popolazione inferiore ai mille abitanti. Non si trattava di un bando nel quale Cenadi ha superato altri Comuni grazie a un progetto migliore: la somma veniva assegnata agli enti che rientravano nei requisiti previsti dalla misura. Il finanziamento arriva nel 2023, quando l’amministrazione Casalinuovo è già pienamente in carica, e fu la Giunta a decidere di destinare quelle risorse alla sistemazione di Piazza Fontana e dei vichi limitrofi. Il progetto venne affidato all’architetta Antonia Iozzo, mentre i lavori furono eseguiti dalla CEPI Costruzioni; dagli atti risultano stato finale e certificato di regolare esecuzione. Quindi il merito dell’amministrazione, in questo caso, è chiaro ma va misurato correttamente: non aver “conquistato” 83 mila euro, bensì aver scelto dove spenderli e aver portato a termine l’intervento.
Ed è proprio sulla scelta che si può aprire il giudizio politico. Quei soldi potevano essere destinati ad altri interventi ammissibili e, a mio parere, esistevano esigenze del paese più urgenti e più funzionali alla collettività. L’amministrazione ha invece scelto Piazza Fontana. È una scelta legittima, ma non per questo sottratta alla critica. Se poi quella scelta abbia risposto più a una reale priorità urbana oppure a equilibri, relazioni e convenienze di carattere politico-elettorale, è una domanda che può essere posta, ma che non trasformo in un fatto senza documenti che lo dimostrino. Quello che gli atti consentono di dire è molto più semplice: il finanziamento non fu “vinto”, la destinazione fu decisa dall’attuale Giunta e l’opera venne effettivamente conclusa. Il resto appartiene al giudizio politico, e su quello ogni cittadino può farsi la propria idea.

Digitalizzazione

Poi c’è la digitalizzazione: oltre 212 mila euro tra Citizen Experience, Cloud, PagoPA, notifiche digitali, SPID/CIE, PDND, App IO e altri servizi. Tutto utile, per carità. Ma il parametro resta il compaesano. Se la digitalizzazione doveva rendere la trasparenza amministrativa più accessibile e leggibile, allora forse era meglio tornare ai segnali di fumo: almeno, anche da lontano, qualcosa si riusciva a vedere. Oggi, invece, sembra che tutto venga secretato, nascosto e inghiottito dentro un sistema politico, parentale e amicale. La chiamano democrazia rappresentativa, ma quello che finisce per rappresentare sono soltanto gli interessi di una casta. Se metti il Comune nel cloud e poi arrivano richieste Tari incongrue o tributi da chiarire, la tecnologia da sola non produce efficienza. Il cloud non fa miracoli. Proprio in riferimento all’efficienza amministrativa, la digitalizzazione avrebbe potuto essere utilizzata per fare qualcosa di molto più concreto: costruire un vero fascicolo amministrativo digitale per ogni contribuente. Uno strumento capace non solo di consentire al Comune di gestire con maggiore precisione ed efficienza tributi, pagamenti e posizioni fiscali, ma anche di evitare che, ogni volta che nasce una contestazione, sia il cittadino a dover dimostrare di aver già pagato, magari andando a recuperare ricevute cartacee di anni prima. La digitalizzazione dovrebbe servire anche a questo: non semplicemente a trasferire online alcuni servizi, ma a creare una memoria amministrativa ordinata e consultabile, nella quale siano raccolti pagamenti, comunicazioni, istanze, autorizzazioni e, più in generale, tutti i rapporti amministrativi che ogni compaesano ha con il Comune. Sarebbe un servizio utile all’Ente, perché ridurrebbe errori e tempi di lavorazione, ma soprattutto utile ai cittadini, che non dovrebbero essere costretti ogni volta a ricostruire da soli ciò che l’amministrazione dovrebbe già conoscere e conservare.

Ex asilo località località Corallo

Un’altra vicenda che merita di essere ricostruita è quella dell’ex asilo di località Corallo. Nel 2023 il Comune utilizzò circa 14 mila euro del Fondo per la progettazione territoriale per predisporre studi di fattibilità, tra cui quello per il “recupero ai fini sociali dell’ex asilo di località Corallo”, affidando l’incarico tecnico all’ingegnere Giovanni Guido. Da lì, però, il percorso non porta direttamente a un’opera finanziata. L’immobile ricompare infatti in una successiva candidatura regionale per l’adeguamento sismico degli edifici pubblici strategici: il progetto, indicato come “Recupero ai fini sociali dell’ex asilo nido”, viene dichiarato nel 2024 non ammissibile dalla Regione Calabria. E non per mancanza di fondi: tra le motivazioni dell’esclusione risultano carenze nella documentazione presentata, compresa l’assenza dello stralcio del P.P.C. e una planimetria priva di legenda. Nel 2025 l’ex asilo ricompare ancora, questa volta con un progetto da 1 milione e 700 mila euro, approvato dalla Giunta per partecipare al programma destinato al recupero delle aree dismesse o in disuso. Ma anche qui bisogna usare le parole giuste: il Comune approva un progetto e chiede un finanziamento, non ottiene automaticamente 1,7 milioni. Nella documentazione e nelle graduatorie che ho verificato, quel finanziamento non risulta assegnato a Cenadi. E allora anche l’ex asilo racconta bene il problema: tre anni di progettazioni, candidature e nuovi quadri economici, ma l’edificio resta lì. Perché tra avere un progetto sulla carta e recuperare davvero un immobile pubblico c’è di mezzo la capacità amministrativa di trasformare quella carta in un finanziamento e quel finanziamento in un’opera.

Copia e incolla

E mentre cercavo di ricostruire alcune voci, ho trovato forse il simbolo migliore della qualità della programmazione: il DUP 2025-2027 di Cenadi contiene pezzi copiati dal Comune di Francica, tanto da lasciare dentro perfino il nome “Comune di Francica”. Il DUP dovrebbe essere il documento strategico dell’Ente, non il volantino della sagra della soppressata. Se il documento che dovrebbe spiegare dove vuole andare Cenadi nasce copiando quello di un altro Comune, qualche domanda è inevitabile. Restano poi voci che non trasformo in fatti solo perché sono scritte in un DUP o in un Rendiconto: 50 mila euro per barriere architettoniche, altri 84.141,42 euro indicati in modo analogo e 700 mila euro per dissesto idrogeologico. Non ho ancora ricostruito decreto, affidamento e lavori. Per Casa Italia/Piano piccoli Comuni, invece, la progettazione, circa 39 mila euro, è stata finanziata, ma l’opera da 700 mila euro, nella graduatoria verificata, non risultava finanziata. Un progetto non è un’opera. Una progettazione finanziata non significa avere i soldi per costruire.

Ristrutturazione Chiesa Matrice

E poi San Giovanni. Nel 2025 il Comune approvò un progetto esecutivo da 150 mila euro per il risanamento della Chiesa Matrice. Il progetto c’era, ma il finanziamento non arrivò. Nello stesso periodo circa 1.500 euro raccolti dagli emigrati per la festa di San Giovanni sarebbero stati consegnati al sindaco e inizialmente collegati a un futuro restauro della statua. Di quel restauro, però, negli atti comunali non ho trovato progetto, incarico o procedimento. Le due vicende sono diverse, ma raccontano lo stesso problema: senza atti, responsabilità e destinazioni chiare, le intenzioni non bastano.

Precendete articolo: Cenadi San Giovanni la devozione va bene ma i conti fateli vedere

Rete fognaria – 450 mila euro

(segnalazioni) Poi c’è l’intervento da 450 mila euro per la realizzazione e l’adeguamento della rete fognaria. Anche qui la cronologia serve a separare i fatti dalla propaganda. Il progetto non nasce con l’amministrazione Casalinuovo: fu approvato con deliberazione del Commissario Prefettizio n. 20 del 26 maggio 2021, diversi mesi prima delle elezioni comunali dell’ottobre successivo, ed era quindi già entrato nel percorso regionale che avrebbe portato al finanziamento FSC. All’attuale amministrazione appartiene invece tutta la fase successiva: nel 2022 viene sottoscritta la convenzione con la Regione, viene affidata all’ingegnera Gilda Rita Lifrieri la progettazione esecutiva per 19.520 euro, viene approvato il progetto esecutivo da 450 mila euro e successivamente vengono appaltati i lavori alla Silvestro Costruzioni per 242.289,69 euro. I lavori vengono consegnati il 15 aprile 2024, ma la storia non finisce affatto lì. Nel novembre 2024 arriva una prima perizia di variante; nel 2025, dopo che vengono riscontrate ulteriori criticità sull’impianto di depurazione e sull’ultimo tratto della rete, il Comune chiede e ottiene dalla Regione di utilizzare anche i 122.794,33 euro delle economie di gara per nuovi lavori sul depuratore e su circa 450 metri di condotta. E ancora nel giugno 2025 gli atti parlano soltanto di primo stato di avanzamento lavori. Oggi, 24 agosto 2026, il dato materiale è ancora più semplice degli atti: l’intervento non risulta terminato e il tratto di strada interessato dai lavori continua a presentarsi in condizioni di precarietà, nonostante le segnalazioni sulla sua pericolosità. Ed è qui che il giudizio sull’attuale amministrazione diventa inevitabile: quest’opera non l’ha ideata, non l’ha programmata e non l’ha portata nel percorso di finanziamento; quella parte era già stata fatta dalla gestione commissariale. Ha però avuto nelle proprie mani per anni la responsabilità di trasformare quel progetto finanziato in un’opera conclusa, sicura e funzionante. E se dopo varianti, economie riutilizzate, incarichi, lavori e anni trascorsi siamo ancora davanti a un cantiere non definitivamente chiuso e a una strada precaria, il problema non è più conquistare il merito di avere trovato i soldi. Il problema è molto più elementare: anche quando i soldi e il progetto erano già stati trovati da altri, non si è riusciti ancora a portare il lavoro fino in fondo e a risolvere le criticità che nel frattempo sono emerse.

Conclusioni

Alla fine, la questione non è soltanto contabile. È soprattutto politica. Perché quando si concepisce il Comune come un fortino nel quale rinchiudersi, comportandosi da padroni e senza rispondere delle assurdità accumulate in questi quattro anni, non bastano finanziamenti, progetti e cantieri. Serve qualcosa di più profondo: una vera disinfestazione politica e, per certi versi, una disincrostazione morale e amministrativa, capace di riportare dentro la nostra comunità quel senso di responsabilità, quei principi etici e quella coscienza pubblica che, pezzo dopo pezzo, sembrano essersi perduti.

Un finanziamento non è un risultato. Un progetto non è un’opera. Un impegno non è un pagamento. E scrivere PNRR sopra una tabella non trasforma tutto in PNRR. I soldi sono arrivati, alcune opere sono state concluse, altre sono in corso. Il giudizio deve essere più severo. Se la promessa era rigenerare Cenadi attraverso il PNRR, oggi quella promessa appare fallita nei numeri. E il parcheggio di Via Provinciale rischia di restarne il monumento: un’opera costosissima in un paese che continua ad avere problemi idrogeologici, un centro storico fragile, immobili abbandonati e servizi deboli.

La domanda, allora, non è più: quanti soldi avete preso? La domanda è: che Cenadi avete costruito con quei soldi? Alla fine, il giudizio è tutto qui: i soldi sono arrivati, i bandi pure, i tecnici sono stati incaricati e i cantieri aperti, ma la “rigenerazione” promessa non si vede. Restano un paese fragile, problemi irrisolti, documenti copiati, occasioni mancate e opere la cui utilità è quantomeno discutibile. Il PNRR doveva essere la grande leva per cambiare Cenadi; rischia invece di restare soprattutto una parola buona per i comizi. Perché amministrare non significa spendere ciò che arriva: significa sapere prima dove si vuole portare un paese. E oggi, guardando Cenadi, quella direzione continua a non vedersi.


Nota documentale – Gli atti alla base della ricostruzione

Quanto riportato in questo articolo non deriva da comunicati politici o ricostruzioni per sentito dire, ma dall’esame di deliberazioni, determine, decreti di finanziamento, quadri economici, SAL, atti di liquidazione, DUP, Rendiconti e banche dati pubbliche.

Via Provinciale – consolidamento, messa in sicurezza e parcheggio

Deliberazione G.C. n. 8 del 3 febbraio 2022
Decreto Ministero dell’Interno, di concerto con il MEF, del 29 maggio 2023:
Determina UTC n. 12 del 7 marzo 2024:
Determina UTC n. 13 del 7 marzo 2024:
Deliberazione G.C. n. 37 del 27 maggio 2024:
Deliberazione G.C. n. 42 del 20 giugno 2024:
Determina UTC n. 50 del 20 giugno 2024:
Determina UTC n. 105 del 21 novembre 2024:
Contratto rep. n. 1/2025 del 6 gennaio 2025 e verbale di consegna lavori del 20 gennaio 2025.
Deliberazione G.C. n. 38 dell’8 maggio 2025:
Atti relativi al primo SAL rinvenuti nel 2026.
Comunicato DAIT-Ministero dell’Interno del 18 marzo 2024:
Comunicato DAIT-Ministero dell’Interno del 9 marzo 2026:

Mensa scolastica – € 150.000 PNRR

Determina UTC n. 6 del 12 febbraio 2025:
Deliberazione G.C. n. 13 del 20 febbraio 2025:
Determina UTC n. 27 del 26 marzo 2025:
Atti relativi al primo e al secondo SAL rinvenuti nel 2026.
Deliberazione G.C. n. 25 del 5 giugno 2026
DUP 2025-2027 del Comune di Cenadi:

Percorso/parco attrezzato per attività sportiva – € 21.000

Deliberazione G.C. n. 18 del 23 marzo 2023:
Deliberazione C.C. n. 11 del 27 giugno 2023:
Atti di fornitura e posa in opera a favore di Freetness Italia.
Atto di liquidazione per € 19.683,85.
Rendiconto 2023 del Comune di Cenadi:

Efficientamento pubblica illuminazione – annualità 2023, € 50.000

Finanziamento ex art. 1, commi 29 e seguenti, legge 160/2019
Incarico di progettazione e direzione lavori all’ing. Elisabetta Catanzariti.
Determina n. 78 del 19 settembre 2024:
Atti relativi all’impresa Soverino Impianti S.r.l.
DUP 2025-2027:
Comunicato DAIT del 18 marzo 2024

Efficientamento pubblica illuminazione – annualità 2024, € 50.000

Deliberazione G.C. n. 61/2024:
Atti di affidamento ed esecuzione dei lavori.
Stato finale approvato il 20 giugno 2025.
Deliberazione G.C. n. 25 del 5 giugno 2026

Cimitero comunale – messa in sicurezza e abbattimento barriere architettoniche, € 84.168,33

Decreto Ministero dell’Interno del 18 gennaio 2022, relativo ai contributi ai Comuni con popolazione inferiore a 1.000 abitanti, ai sensi dell’art. 30, comma 14-bis, D.L. 34/2019.
Atti di incarico all’architetto Gabriele Chiodo per progettazione, direzione lavori, sicurezza, contabilità e CRE.
Determina n. 13 del 13 febbraio 2023.
Determina n. 47 del 13 giugno 2023:
Determina n. 48 del 14 giugno 2023: l
Impresa esecutrice: Costruzioni Fristachi Salvatore.

Piazza Fontana e vichi limitrofi – € 83.790,52

Decreto Ministero dell’Interno del 20 gennaio 2023, art. 30, comma 14-bis, D.L. 34/2019, relativo ai contributi ai Comuni sotto i 1.000 abitanti.
Determina n. 27 del 26 aprile 2023:
Determina n. 30 del 29 aprile 2023: affidamento all’architetta Antonia Iozzo delle prestazioni tecniche.
Atti di affidamento dei lavori alla CEPI Costruzioni S.r.l.
Determina n. 4 del 9 febbraio 2024: secondo/ultimo SAL e conclusione dell’intervento.
Determina n. 19 dell’8 aprile 2024: saldo delle competenze tecniche dell’arch. Iozzo.

Digitalizzazione – oltre € 212.000 complessivi

CUP F71F22004250006 – «Esperienza del cittadino nei servizi pubblici».
CUP F71C22001140006 – «Abilitazione al Cloud per le PA locali».
CUP F71F22002250006 – PagoPA.
CUP F71F22004260006 – Piattaforma Notifiche Digitali.
Misura SPID/CIE – € 14.000.
CUP F51F22010770006 – Piattaforma Digitale Nazionale Dati, € 10.172.
CUP F71F22002260006 – App IO, € 4.374.
ANNCSU – € 4.326,40.
CUP F51F24004570006 – ANSC, importo ufficiale ricostruito € 3.928,40.
Adeguamento informatico SUAP – € 1.622,74.
Decreti e dati della piattaforma nazionale PA Digitale 2026, utilizzati per verificare ammissioni e importi.
Determine comunali di affidamento a PALIFM e ASMENET Calabria per le misure per le quali è stato possibile ricostruire il fornitore.
DUP 2025-2027 del Comune di Cenadi:

DUP 2025-2027 e copia dal Comune di Francica

Documento Unico di Programmazione semplificato 2025-2027 del Comune di Cenadi.

Casa Italia / Piano nazionale per la riqualificazione dei piccoli Comuni

Determina Area Tecnica n. 80 del 15 luglio 2021:
Atti relativi al contributo per la progettazione, ricostruito in circa € 39.000.
Documentazione del Piano nazionale per la riqualificazione dei piccoli Comuni, legge 158/2017.
Graduatoria/assegnazione nazionale verificata: il progetto dell’opera da € 700.000 non risulta tra quelli finanziati nella tranche esaminata.
Esiste quindi una progettazione finanziata; non abbiamo invece elementi per qualificare i € 700.000 come finanziamento dell’opera.

Ex asilo di località Corallo

DPCM 17 dicembre 2021 – Fondo concorsi progettazione e idee per la coesione territoriale: assegnazione al Comune di Cenadi di € 14.044,51 per progettazione.
Determina UTC n. 11 del 7 febbraio 2023
Determina UTC n. 16 del 15 febbraio 2023:
Decreto Regione Calabria n. 3289 del 12 marzo 2024:
Decreto Regione Calabria n. 6279 del 9 maggio 2024:
Deliberazione G.C. n. 31 del 31 marzo 2025:

Chiesa Matrice di San Giovanni Battista – progetto da € 150.000

Deliberazione G.C. n. 48 del 20 giugno 2025.


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