ATTENZIONE ALLE RICHIESTE DI PAGAMENTO DELL’ATERP. CONOSCERE I PROPRI DIRITTI È IL PRIMO PASSO PER DIFENDERLI.
In questi giorni, ad alcuni assegnatari delle case popolari stanno arrivando lettere con le quali viene richiesto il pagamento di canoni di locazione, o parte di essi, che risulterebbero non versati negli anni precedenti. Fate attenzione alle procedure che decidete di intraprendere. L’ATERP Calabria ha affidato alla SO.G.E.T. S.p.A. la riscossione di questi crediti. Prima di ignorare le comunicazioni o decidere di non pagare, informatevi bene. Dai solleciti si potrebbe passare a ingiunzioni di pagamento e, successivamente, a procedure esecutive molto più gravose.
Per questo vi consiglio di non seguire i suggerimenti di personaggi poco informati sulle procedure amministrative. Esistono possibilità concrete per affrontare queste situazioni, ma bisogna conoscerle e utilizzarle correttamente. Chi versa in condizioni economiche disagiate può chiedere all’ATERP la rateizzazione del debito. Il regolamento aziendale prevede piani di pagamento fino a 120 rate mensili. Ma c’è un aspetto ancora più importante: l’articolo 11 prevede, nei casi documentati di particolare disagio economico e morosità incolpevole, la possibilità di arrivare fino a 180 rate mensili, con l’eventuale esclusione dell’acconto e degli interessi. Non sono agevolazioni automatiche, ma possibilità che l’ATERP deve valutare sulla base della documentazione presentata.
Un’altra cosa che vi consiglio è di non autoridurvi il canone di locazione, pensando che questa decisione possa risolvere il problema. Perché non è così. Non potete decidere autonomamente quanto pagare, ma potete verificare se il canone richiesto sia stato determinato correttamente.
E qui bisogna fare attenzione a una questione che potrebbe riguardare molti assegnatari di Cenadi. Molti alloggi sono stati assegnati, quando la normativa prevedeva criteri di determinazione dei canoni diversi da quelli introdotti dalla Legge regionale n. 43/2023, basati sull’ISEE. La precedente normativa prevedeva, per particolari condizioni reddituali, anche un canone sociale di 15 euro mensili. Ma la nuova legge contiene una disposizione transitoria che rende necessario verificare quali criteri siano applicabili alle vecchie assegnazioni. Questo non significa avere automaticamente diritto a continuare a pagare 15 euro, ma nemmeno che si possano applicare i nuovi criteri senza verificare la normativa transitoria.
Se il vostro reddito è diminuito, potete chiedere la collocazione in una fascia reddituale inferiore o la riduzione del canone, utilizzando la modulistica ATERP. (Trovate tutta la modulistica al link che vi indico sotto il testo) Inoltre, l’articolo 12 del Regolamento sulla morosità prevede, quando siano stati applicati canoni calcolati in assenza delle dichiarazioni reddituali, il ricalcolo del canone e del conseguente debito con effetto retroattivo fino a cinque anni.
Prima di riconoscere un debito o sottoscrivere una rateizzazione, è quindi opportuno verificare gli importi richiesti. Potete chiedere all’ATERP il dettaglio dei canoni applicati, dei pagamenti effettuati e delle eventuali somme rimaste insolute. Non sempre quello che viene richiesto è necessariamente quello che si deve pagare. Prima bisogna controllare.
Un altro problema riguarda la manutenzione degli alloggi. Se avete effettuato lavori di riparazione, non date per scontato che le spese siano automaticamente rimborsabili. Bisogna verificare se gli interventi erano di competenza dell’ATERP e se esistono le condizioni per ottenere un rimborso. Conservate sempre richieste, autorizzazioni, preventivi, fatture e pagamenti tracciabili. Soprattutto, prima di effettuare lavori che ritenete di competenza dell’ATERP, presentate una richiesta formale di intervento, salvo particolari situazioni di urgenza.
E adesso arrivo alla questione che personalmente mi sta più a cuore. Se vi muovete singolarmente, rischiate di affrontare da soli procedure amministrative lunghe e complicate. Se invece vi organizzate collettivamente, potete avere una forza certamente maggiore. Il sindaco deve essere coinvolto. Deve conoscere le condizioni nelle quali vivono le famiglie assegnatarie e farsi carico delle problematiche che riguardano il disagio abitativo. E se dovesse rispondervi che non è di sua competenza, ditegli pure che vi ho detto io che è un’emerita sciocchezza. Perché una cosa è non avere la competenza amministrativa per determinare i canoni o concedere le rateizzazioni, che spettano all’ATERP, e un’altra è sostenere che il disagio abitativo dei propri compaesani non riguardi l’amministrazione comunale. Occuparsene è un dovere politico, sociale e, prima ancora, etico e morale. Un sindaco non può sostituirsi all’ATERP, ma può intervenire, sollecitare incontri e promuovere soluzioni condivise, senza aspettare che siano sempre i cittadini a chiederlo.
Infine, voglio dirvi una cosa molto semplice. Se avete ricevuto comunicazioni dall’ATERP o dalla SO.G.E.T., se volete verificare il canone oppure avete difficoltà nella compilazione della documentazione, io sono a vostra disposizione. Non prometto di cancellare debiti o risolvere problemi che dipendono da altri. Posso però aiutarvi a comprendere le procedure, verificare i documenti e predisporre le richieste agli uffici competenti. E se saremo in tanti, potremo anche valutare un’iniziativa collettiva per chiedere all’ATERP e all’amministrazione comunale un incontro sulle condizioni abitative e sulle difficoltà economiche delle famiglie interessate.
Perché i diritti non si difendono soltanto quando vengono negati. Si difendono anche conoscendoli e imparando a esercitarli.
Modulista Aterp – Leggi di settore – Regolamenti


